IRON LANDSCAPE. Il lavoro è una bestia rara

Forte odore di ferro, che arriva rapido al ventre…

il fumo e il peso della fabbrica innescata immersa nella più fitta periferia triestina (Sèrvola/Skedenj) può raggiungere, issato dalla bora, Trieste intera. Fuori dalla fabbrica, la quantità di diossine emessa supera quattro volte quelle di un inceneritore, mentre al suo interno si susseguono drammatici incidenti sul lavoro.

Molti attivisti, in special modo gli abitanti di Sèrvola, lottano per la riconversione dell’ecomostro, che emette giornalmente una quantità fuori norma di sostanze cancerogene: IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), polveri sottili PM10, benzo(a)pirene, oltre ai vapori e fumi di colata che ostacolano una normale respirazione. La minaccia di chiusura dell’indotto, ovvero della delocalizzazione dell’impresa, preoccupa invece i mille lavoratori a rischio disoccupazione.

La ferriera è uno dei molti luoghi che incarna alcuni dei paradossi più amari della nostra epoca: lavorare ad ogni costo e a qualsiasi condizione, quando le alternative sono difficili da immaginare.

Il progetto fotografico, ancora in corso, si propone di documentare l’ambiente lavorativo della Ferriera e gli immediati dintorni della fabbrica, indagando la vita degli operai del ferro e quella degli abitanti di Sèrvola, ma anche l’impatto dell’industria sul paesaggio portuale, sulla natura da sempre rigogliosa della provincia di Trieste.

Trieste, Aprile 2012

Rassegna stampa:

– Il piccolo, gennaio 2016

– Legambiente

Il piccolo, gennaio 2012

Il piccolo, febbraio 2012

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Video:

Trieste scenda in piazza

La Ferriera di Servola