LOST IN FOOD VALLEY TRANSLATION ovvero: “hanno dato un altro nome alla Pianura Padana?”

[più altre contestuali peregrinazioni impreviste: Parigi, Lione,  Torino, Saint-ÉtienneSavoia in autogrill, ma innanzitutto il Milano Film Festival, #22 edizione, e poi di nuovo Parma, otto mesi dopo]

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[Riassunto in Cinestill: tungsteno all’aria aperta]

Milano di notte in Via Tortona pullula di passanti giulivi e tenere intenzioni, di giorno invece si scopre via Gluck in retrostazione con le guide più underground, che però dei sotterranei non ne fanno divisa.

Nelle gite agricole s’imparano “tutte le cose”, dal tùtolo alle fermentazioni spontanee, dagli schiavi dei campi agli scarificatori, dalle gabbie moderne ai cogeneratori d’avanguardia, dalle mietilegatrici in nebbia d’autore fin alla tragica scomparsa della pastorizia, che resta solo un’immagine giuliva sulle copertine di settore.

Nelle gite agricole si legge il paesaggio nei suoi solchi, si coglie il riso nella sua nucleare esplosione in strada provinciale, si infrangono fattorie senza porte, con tanto di pullman stracolmo e vettovaglie burrose. Ci hanno scortato Rumiz, Buzzati, Gipi, il signor Routard, il signor Context Reverso, Monsieur Verdi mischiato al rap francese, e poi le cuffie a palla, lo scetticismo giovane, la malvasia, il lamento d’ogni età.

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[La gita agricola in asus cell-phone]

Ogni città vale uno o qualche esame, due o dieci vecchi incontri, settecento imbarazzi, e infine uno stupore primaticcio, ma pronto da portare, “in genere di classe superiore alle confezioni normali”.

E in mezzo c’è Salsomaggiore, “città bellissima”, o il camping Arizona, regno di tentazioni uggiose e albe punitive, o il ponte Lingotto, dove ci si trova a spiare gli elicotteri del padrone Marchionne assieme ad anziane coppiette. E si è potuta finalmente udire la frase “Scusi, ma dov’è la torre di Pisa?” (a Torino).

Nella Savoia invece tornando sole coi bus d’acchiappo, si balla un liscio per strada e ci si stira sul guardrail.
Le Rhône-Alpes ci fanno ancora paura, così moderne e così paesane.
In ogni caso oramai vediamo pecore dovunque.

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[Prima e dopo, falsissimi ritorni]

 

PS: Le fotografie, il viaggio e gli archivi archivi sono di fine-settembre / inizio ottobre 2017 e inizio giugno 2018.

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